I veri stipendi degli orchestrali

Non era mai successo che un licenziamento collettivo in Italia lasciasse quasi indifferente l’opinione pubblica.  La cosa è ancor più clamorosa se si pensa che i licenziamenti siano ben 182, che sono stati annunciati tutti insieme e a sorpresa, ma anche che il fatto abbia visto protagonista un’istituzione di eccellenza internazionale come il Teatro dell’Opera di Roma. Perché dunque stavolta gli italiani non hanno reagito o quasi al “licenziamento di massa”? Forse per cercare di capirlo bisogna partire non dai nomi, ma dai numeri.

LE RETRIBUZIONI

Gli orchestrali del Teatro dell’Opera di Roma percepiscono una retribuzione che va da 47 a quasi 70.000 euro annui. Al Teatro San Carlo di Napoli la retribuzione va da quasi 49.000 a circa 87.000 euro. Al Petruzzelli di Bari si va da circa 30 a poco più di 40.000 euro. Gli orchestrali del Maggio Fiorentino, invece, guadagnano dai 67 agli 82.000 euro all’anno e al Teatro alla Scala la retribuzione va da poco più di 73 a circa 118.000 euro. [Corriere della Sera del 4 ottobre 2014]

LE INDENNITA’

Le indennità che spettano ai lavoratori degli enti lirico-sinfonici sono le più varie: alcune sono previste dal contratto nazionale di lavoro, altre invece sono concordate con i singoli enti.

All’Arena di Verona, ad esempio, per chi deve roteare asce o spade c’è un’indennità dell’arma, a cui si aggiunge un’indennità di lingua se i coristi devono cantare un pezzo in lingua straniera. Questa indennità al teatro San Carlo di Napoli scatta anche se c’è una sola parola straniera nel testo.  Alla Scala, invece, i ballerini hanno chiesto un’indennità di palcoscenico se si balla su un palco con un minimo di pendenza. I lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma hanno diritto all’indennità di Caracalla, quando devono esibirsi sul palco delle Terme di Caracalla. La stessa indennità, però, è percepita anche dal personale amministrativo.

Secondo il Contratto Nazionale di Lavoro, per i lavoratori che si sposano è previsto un assegno di nuzialità pari al 40% della retribuzione mensile, che può arrivare all’80% se il lavoratore ha una anzianità superiore a 5 anni.  A quanto ci risulta questo compenso è riservato solo ai dipendenti della Regione Sicilia, quelli dell’Enel, ad alcuni iscritti di alcune casse edili e viene superato come importo solo dai dipendenti RAI che raggiungono il 160% della retribuzione mensile.

Se lo spettacolo viene ripreso dalle telecamere per più di 6 minuti, spetta un’indennità che va dal 50 al 100 per cento della retribuzione giornaliera. Inoltre se si effettua una trasferta di almeno 6 ore di viaggio, al lavoratore per quel giorno non possono essere richieste altre prestazioni lavorative e se il viaggio dura 4 ore non ci si potrà esibire in quel giorno per più di due ore.  Ovviamente le spese sostenute per la trasferta vengono interamente rimborsate e a queste va ad aggiungersi una diaria il cui importo varia a seconda degli accordi integrativi con i singoli enti.

Gli orchestrali hanno diritto a un’indennità sinfonica, che percepiscono se lo spettacolo rappresentato è in forma non scenica. L’indennità di umidità si percepisce se si suona all’aria aperta ed è pari al 20% lordo dello stipendio calcolato sui giorni in cui, appunto, si suona all’aperto. E ancora c’è un’indennità di frac, per gli spettacoli che richiedono il frac e un’indennità di strumento che viene percepita a seconda dello strumento musicale che si suona. E se il regista chiede ai coristi di muovere la testa a ritmo di musica o di muovere il corpo in un certo modo, allora questi hanno diritto all’indennità della prestazione specifica.

COSTO DEL PERSONALE IN ITALIA

Il costo di tutto il personale dei teatri lirici in Italia nel 2013 è stato di 324 milioni di euro, di cui 39,5 del Teatro dell’Opera di Roma, 65,9 del Teatro alla Scala, 21,6 del Teatro San Carlo e 6,5 del Petruzzelli di Bari. Si pensi che sempre nel 2013 tutte le Fondazioni liriche in Italia sono state indebitate per una cifra che supera i 390 milioni di euro. [Corriere della Sera del 4 ottobre 2014]

FONDI FUS

I teatri lirici in Italia sono finanziati per la maggior parte dal Fondo Unico dello Spettacolo (FUS). Nel 2013 sono stati erogati poco più di 183 milioni di euro, circa 10 milioni in meno del 2012. Nel 2003 era stata erogata una cifra che si aggirava attorno ai 230-240 milioni di euro. Col passare degli anni i finanziamenti pubblici sono diminuiti sempre di più, provocando una diminuzione degli spettacoli.

RAPPRESENTAZIONI IN ITALIA E ALL’ESTERO

Tre quarti delle Opere rappresentate in giro per il mondo sono in lingua italiana (la più diffusa è La Traviata). Tuttavia in Italia si producono in media 72,9 spettacoli ogni anno. Il numero è molto basso se lo si paragona al numero delle rappresentazioni prodotte all’estero. Al Royal Opera House di Londra, ad esempio, ogni anno si producono 154 spettacoli, al Metropolitan di New York sono 209 e alla Staatsoper di Vienna le rappresentazioni ogni anno sono addirittura 223. [Corriere della Sera del 4 ottobre 2014]

(Una versione di questo articolo è stata pubblicata su Formiche.net)

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